BUEN CAMINO, NON COSI' MALE


All'uscita dell'ultimo film di Checco Zalone, ho fatto mio lo scetticismo di molti, storcendo il naso alla luce di ciò che sarebbe potuto essere un'altra mezza delusione come "Tolo tolo". Ripetere e mantenere lo stesso successo ad ogni uscita nelle sale è impresa epica anche per Checco. Ragion per cui non mi è mai interessato andare a veder "Buen Camino", per quanto certe critiche assolutamente negative che ho letto, da un lato rafforzavano il mio convincimento, dall'altro, come sempre mi capita di ragionare in questi frangenti, lasciava spazio ad una eventuale possibilità di ricredermi. Qualora avessi prima o poi deciso di andarci, al cinema. Ritengo che essere troppo categorici nello stroncare un'opera, non sia mai del tutto corretto, perché per quanto l'opera possa non piacere, bisogna sempre lasciare un margine di tolleranza, riconoscendo all'autore l'impegno profuso nel dedicarsi con cura e attenzione ad un prodotto comunque campione d'incassi. Ciò nonostante, era mia ferma intenzione evitare di andare a vedere il film, perché sapevo che comunque il cliché di Checco è sempre quello e dire che 'visto uno, visti tutti', non sarebbe stato troppo fuori luogo, ancorché senza malizia alcuna. Sta di fatto però che chi mi sta accanto il film volesse vederlo comunque e non avedo alternative ad andare al cinema con me, in una fredda domenica di gennaio mi sono lasciato convincere. E devo dire che spesso il pregiudizio trae in inganno. Beninteso, Zalone non vuole e non deve vincere il David e nessuno di noi si sognerebbe mai di paragonare i suoi film a quelli dei grandi registi drammatici italiani. Il bello di Checco è che dà sempre la possibilità di isolarsi dal mondo per due ore, offrendo sempre le stesse gag e le stesse battute dell'ignorantone medio italiano, alle quali tutti ridiamo, volenti o nolenti, perché comunque la sua mimica facciale, il suo atteggiamento perfetto di chi non sa neanche da che parte è girato, il suo modo assurdo di riuscire a cavarsela sempre, ci ricorda qualcuno e ci fa ridere, ci ricorda il livello di un paese dove regna la superficialità, ma il cui cinema ha ancora il coraggio di investire su queste commedie. Perché comunque fanno ridere. E questo la gente lo sa.... Commedie che sembrano banali, prive di contenuti e che forse sono davvero così, ma che alla fine ti fanno uscire dal cinema con un sorriso, ricordando la battuta più divertente, che non rimarrà nella memoria come certe interpretazioni da Oscar, ma che decisamente aiuterà il buon umore a sopravvivere almeno anche il giorno dopo. Ad oggi, il film ha incassato quasi settanta milioni di euro, una cifra impensabile anche per molte produzioni straniere, che di fondi per sviluppare progetti cinematografici ne hanno molti di più. Questo deve significare qualcosa e non che il livello medio dello spettatore è quello dipinto da Checco, ma perché appunto, oltre ad apprezzare opere ben più significative e profonde, lo stesso spettatore sente solo il bisogno di isolarsi per un po' da una routine che ormai sorridere non lo fa più. Questo bisogno bene o male lo abbiamo tutti e questo Checco lo sa...

(immagine dal web)

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